Antiaging: facciamo chiarezza!

Antiaging: facciamo chiarezza!

Spesso quando sentiamo parlare di antiaging pensiamo immediatamente a creme miracolose, trattamenti estetici, punturine mirate o interventi chirurgici volti a modificare il nostro profilo estetico…

La medicina antiging si basa su di un concetto che in campo medico ha fatto la storia: “prevenire è meglio che curare”

La medicina tradizionale affiancata dalla farmacologia interviene per curare una patologia più o meno grave quindi per fare un esempio pratico svolge la funzione del pompiere che interviene per sedare un incendio.

La medicina antiaging previene “l’incendio” quindi attraverso diagnosi a livello ematochimico e genetico  profila il paziente sano e stende percorsi individuali volti a prevenire, rigenerare e predire.

Aiuta il nostro corpo a migliorare le difese nei confronti delle patologie tipiche dell’età avanzata (Obesità, cardiopatie, osteoporosi, neuropatie, #diabete…) e di quelle che geneticamente ci seguono in quanto abbiamo ereditato il 50% dei geni da nostra madre ed il 50% da nostro padre nel bene e nel male.

Invecchiare rimane comunque un processo fisiologico inesorabile ma un conto è invecchiare un altro e semplicemente aumentare l’età anagrafica.

La lingua inglese esplica in modo straordinario questo concetto: “to get old” invecchiare o “to grow old” crescere nella vecchiaia, vecchiaia intesa come parte finale del nostro percorso evolutivo che comincia con il concepimento.

Nonostante comunque il significato intrinseco di “aging”= invecchiamento, la medicina antiaging quindi antinvecchiamento troverebbe la sua migliore applicazione nell’età giovanile.

Per quanto sia vero che “prevenire è meglio di curare” è altrettanto che vero che “chi prima parte prima arriva”.

Poter identificare a 35 anni quelle che sono le nostre predisposizioni genetiche e familiarità nei confronti di patologie ci permette di iniziare precocemente uno stile divita che ne ostacoli l’insorgenza quindi invece di dover “tirare indietro le lancette del nostro orologio biologico” ci limiteremmo a fermarle risparmiando tempo ed energie.

Altra attività invece è quella che si svolge su pazienti “maturi” quindi over 50 nei quali spesso le predisposizioni hanno già cominciato a farsi sentire e dove è quindi necessario “riavvolgere il nastro della vita” e fermare il “pompiere” che spesso è già all’opera magari con un semplice estintore ma è già stato chiamato in causa.

Con la medicina antiaging si può comunque intervenire a qualsiasi livello di benessere o patologia fornendo tramite test genetici le strategie che meglio si sposano con le nostre predisposizioni mettendoci in condizione di agire a più livelli sul nostro benessere : alimentazione, movimento e nutriceutica.

Il trascorrere del tempo è un fenomeno inarrestabile possiamo però intervenire sulla qualità del tempo che viviamo rendendolo più vivibile e qualitativamente migliore.

Nulla di difficile grazie alla medicina genetica che oggi ha raggiunto standard di precisione elevatissimi arrivando ad un 99,6% di attendibilità per quanto riguarda le refertazioni redatte da #genetisti con profili professionali di altissimo livello.

Antiaging che lavora quindi sul “dentro” e non sul fuori in quanto sebbene un autovettura con una carrozzeria perfetta e luccicante sia piacevole e bella da vedere se il motore non funziona non esplica la sua funzione.

Forse è meglio avere la vernice un po’ meno lucida e con qualche piccola ammaccatura, ma un motore che gira come un orologio e che ci permetterà di fare ancora tantissimo chilometri in tutta sicurezza assaporando e vivendo il tempo che passa senza subirlo.

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